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Spazi di Transizione. Verso costa Sud
Nuove memorie digitali.
a cura di Antonella Marino, Marilena Di Tursi, Antonella Mari
organizzazione e produzione: The Hub srl / Spazio Murat
9, 10 e 11 dicembre 2025 – Spazio Murat, Bari; Pinacoteca Corrado Giaquinto, Bari
Spazi di Transizione. Verso costa Sud
Festival di arte contemporanea, nuovi media e rigenerazione urbana
Nuove memorie digitali
Installazioni multimediali
9, 10 e 11 dicembre 2025 – Spazio Murat, Bari; Pinacoteca Corrado Giaquinto, Bari
Installazioni multimediali e interattive realizzate da artisti-docenti dell’Accademia di Bari − Raffaele Fiorella, Fabio Lanzillotta, Gabriele Panico, Gabriella Pinto e Cristian Rizzuti − in collaborazione con gli studenti.
Le opere trasformano suoni, dati e immagini in ambienti sensoriali, creando mappe immateriali, vibrazioni luminose e paesaggi digitali che ripensano la relazione tra reale e virtuale nel contesto costiero
Raffaele Fiorella in collaborazione con lo studente Gabriele Strada
Quiet sea (2025), video installazione interattiva
Inserito nella personale Hero, in corso alla Berlinische Galerie di Berlino il video osserva un cantiere di demolizione navale per superpetroliere in Bangladesh. L’industria di smantellamento di queste navi, che a causa delle numerose sostanze tossiche coinvolte, investe un processo complesso e pericoloso e comporta costi sociali e ambientali, è concentrata soprattutto nei paesi del Sud del mondo, perlopiù India, Pakistan e lo stesso Bangladesh. Accompagnate da un adattamento della poesia di Arthur Rimbaud “La barca ubriaca” (1871), le immagini seguono il corpo vulnerabile del mondo, i lavoratori esposti alla tossicità del progresso e i paesaggi sacrificati ai cicli globali della produzione, trasformando il cantiere navale in una visione apocalittica che svela il prezzo occulto dell’economia energetica.
Nell’installazione immersiva di Raffaele Fiorella, una grande proiezione mostra un mare caotico e instabile, lontano dalle visioni patinate della comunicazione balneare. Il pubblico può intervenire sollevando uno degli strumenti Ocean Drum, che riproduce il suono marino in base ai movimenti di chi lo utilizza: il caos allora si dissolve e compare un mare calmo, ripreso dall’alto, al cui centro un turista su una zattera richiama ironicamente l’immaginario promozionale della città. Ma l’equilibrio dura un attimo: quando lo strumento viene abbassato, la quiete svanisce e il mare si increspa di nuovo, mostrando quanto ogni visione rassicurante della costa sia costruita, condizionata, esposta a continue tensioni tra realtà e desiderio.
Raffaele Fiorella si avvale di diversi media, tra installazione, video e scultura, sfruttando le potenzialità dell’arte digitale. In bilico tra poesia e vita ordinaria, il suo lavoro opera tra realtà e finzione, ricreando luoghi della memoria e dell’illusione che possono tradursi quasi in land-escapes: fughe dagli spazi reali, per rifugiarsi in un mondo altro, fantasticato, ricordato o anche semplicemente simulato. Ha partecipato a numerose mostre e progetti artistici. Attualmente è docente di Applicazioni Digitali per le Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.
Fabio Lanzillotta con Giuseppe Candido, Luisa Strangis, Carmen Gagliardi, Noemi Senapo, Sara Barbieri e Francesca Iannone.
Rotte Condivise (2025), installazione olografica
L’opera è un’installazione collettiva coordinata da Fabio Lanzillotta, costituita da sei lavori autonomi ma interconnessi realizzati da lui e dai docenti di ABABA Giuseppe Candido e Luisa Strangis e gli studenti Carmen Gagliardi, Noemi Senapo, Sara Barbieri e Francesca Iannone. Composta da sei ventole olografiche che proiettano animazioni sospese in computer grafica 3D, rielabora in forma stilizzata o astratta alcuni elementi fisici e simbolici del paesaggio costiero barese: le correnti marine, le architetture portuali, le luci del lungomare, le rotte che attraversano la città e le sue memorie. L’immaginario urbano e marittimo diventa così materia luminosa, un ecosistema di segni fluttuanti che restituisce la città come organismo mobile, attraversato da flussi, transizioni e stratificazioni percettive.
Computer Graphic Artist e Technical Director per l’Entertainment, Fabio Lanzillotta (Monopoli,) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bari (Arti Visive e Scenografia) e completa due master professionali in Computer Grafica e Grafica 3D/VR a Torino. Collabora con Warner Bros, Universal Music, Nike, Ferrari, ESA e altri. Istruttore certificato Autodesk Maya e Adobe, insegna modellazione 3D, visual design e VFX, e lavora con Omni Arte nella produzione di contenuti digitali per cinema, gaming e industria.
Gabriele Panico
Come sempre accade davvero di fronte all’ineluttabile (2025), performance sonora, 30’
Nella composizione di sound art di Gabriele Panico, Bari prende forma attraverso una costellazione di suoni raccolti in una mirata campagna di registrazione ambientale. Riprese semi-aeree, effettuate da balconate a cinque metri dal suolo, catturano il respiro urbano dall’alto; altre registrazioni seguono invece la linea del litorale, dove il mare incontra condotte idriche e sbocchi fognari, restituendo zone acustiche spesso rimosse. Questi materiali vengono sottoposti a processi di sintesi e riconfigurazione spaziale, trasformandosi in una trama musicale che supera la semplice descrizione del paesaggio. Nel concerto elettroacustico eseguito per il finissage del festival, la città emerge come un organismo sonoro attraversato da flussi, attriti e tensioni, e inevitabili trasformazioni.
Gabriele Panico è compositore, producer e musicologo. Dalla fine degli anni ’90 esplora l’universo sonoro contemporaneo, fondando il network Larssen, La sua musica è spesso ospite in festival nazionali e continentali. Ha firmato oltre 30 colonne sonore per il cinema, la televisione e la pubblicità e ha sonorizzato numerosi eventi di arte contemporanea e di comunicazione multimediale. È docente di Sound Design presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, di Produzione Musicale presso il DAMS dell’Uniba, Tecnologie Musicali e Film Composing presso le sedi italiane della University Of West Of Scotland.
Gabriella Pinto
L’acqua e le memorie (2025), murale, 240 x 600 cm.
Un grande murale a soggetto marino, un’iperrealistica distesa d’acqua che diventa soglia tra immagine e memoria. Al calare della luce, dalla superficie dipinta da Gabriella Pinto con materiali ecosostenibili (insieme a studenti della Scuola di Pittura) affiorano parole: scritte luminose che, tramite QR code, attivano una costellazione di brevi video, interviste e letture dedicate al mare, alla storia portuale di Bari e alle più recenti ricerche scientifiche sull’acqua. I contenuti spaziano dall’“acqua informata”, sensibile ai campi elettromagnetici, alle memorie sommerse del porto; dalle bombe chimiche della Seconda guerra mondiale agli arrivi migratori della Vlora, fino a testimonianze culturali e poetiche. L’opera è un dispositivo di emersione: l’acqua come archivio sensibile in cui scienza, storia ed emozione riaffiorano come memoria collettiva.
Gabriella Pinto, restauratrice formata all’Istituto per l’Arte e il Restauro di Firenze, è attiva da anni nel recupero e nella conservazione di manufatti tessili, lignei, murali e lapidei. Ha lavorato su importanti complessi storici e religiosi di Napoli, sulle Cattedrali di Barletta, Molfetta e Bari e sui mosaici paleocristiani di San Giusto (FG). Affianca al restauro interventi artistici, tra cui murales a Grafing (Monaco), oltre a lavori per Iridia Srl a Bari, l’ex monastero delle Benedettine a Giovinazzo e diverse opere musive.
Cristian Rizzuti
Marine Litter. A sea of data (2025), installazione multimediale
Marine Litter, termine che definisce i rifiuti marini dispersi in mare come conseguenza diretta dell’attività umana, diventa in questa installazione non solo un fenomeno ambientale, ma un linguaggio visivo e sensoriale. Le barre luminose sospese non sono semplici elementi scenografici: sono presenze territoriali. Ogni barra rappresenta una porzione del Mediterraneo, e i suoi cambiamenti luminosi restituiscono l’andamento reale dell’inquinamento. Un laser RGB attraversa lo spazio come un mare inquieto: non esiste una direzione unica, solo dispersione. Le traiettorie disegnano una geografia instabile fatta di accumuli, slittamenti e derive artificiali. Parallelamente, una traccia sonora composta mediante sonificazione dei dati trasforma l’accumulo dei detriti in frequenze, vibrazioni e ritmi fratturati, creando un paesaggio acustico che restituisce la tensione di un ecosistema alterato.
Cristian Rizzuti è un artista di light art e media interattivi, che esplora la percezione, la responsività e gli ambienti sintetici. Lavora attraverso installazioni, proiezioni e interfacce spaziali, fondendo media digitali con suono immersivo e light design.
Attualmente è docente presso l’IAAC di Barcellona, l’LCI Barcellona e le Accademie di Belle Arti di Bari e Roma, dove insegna physical computing, sistemi interattivi e pratiche digitali. I suoi lavori recenti sono stati presentati a LLUM BCN, ZKM, MAXXI, Athens Media Art Festival, Sónar+D e altri festival internazionali.