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Massimo Contrasto
Pratiche interattive tra underground e realtà artificiali.
Mostra
Carrara, dall’11 al 31 Maggio 2026
MASSIMO CONTRASTO
PRATICHE INTERATTIVE TRA UNDERGROUND E REALTÀ ARTIFICIALI
Dall'11 al 31 Maggio 2026
Ex Paretra, via Beccheria 5, Carrara.
Dal Martedì alla Domenica 16:00 - 19:00
Ingresso gratuito
Un nuovo progetto in programma per “COM.UNITÀ DELL’ARTE DIFFUSA” (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum): il progetto di arte diffusa (transmediale, multimodale, interattiva), guidato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, che mette in dialogo territori, istituzioni accademiche e culturali italiani, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico italiano e trasformare città, borghi e piazze in un unico spazio creativo comune. Tra ambienti immersivi e multidimensionali, nuovi mondi possibili, valorizzazione di spazi cittadini in disuso e indagini visive, ecco i prossimi appuntamenti a Carrara.
L’Accademia di Belle Arti di Carrara presenta Massimo Contrasto, un progetto curato da Clemente Pestelli, Lorenzo Antei e Sara Molho, articolato in due giornate di studio, una mostra e una pubblicazione multimediale, dedicato alla figura di Massimo Cittadini (1959–2024), artista, docente e tra i fondatori della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte.
A un anno e mezzo dalla sua scomparsa, l’iniziativa si configura come uno spazio di ricerca e riflessione attorno a una delle figure più significative nel panorama dell’arte interattiva italiana, capace di attraversare e ridefinire i confini tra pratiche artistiche, sperimentazione tecnologica e pensiero critico.
Cuore del progetto è la due giorni di studio dell’11 e 12 maggio, concepita come un dispositivo aperto di confronto tra studiosi, artisti e studenti. I panel articolano una riflessione che attraversa le genealogie del mediattivismo, la dimensione politica e relazionale dell’interattività e le questioni legate alla conservazione dell’arte digitale. Il convegno sarà fruibile anche a distanza e includerà un esperimento di broadcasting, VJing e archiviazione sviluppato in collaborazione con THE VOID, piattaforma di expanded publishing promossa dall’Institute of Network Cultures di Amsterdam. In questo contesto, la dimensione mediale non si limita alla trasmissione, ma diventa parte integrante della costruzione del discorso e della sua memoria.
Accanto al convegno, la mostra allestita presso la sede dell’Ex Paretra — con inaugurazione l’11 maggio e visitabile fino al 31 maggio — si apre a una ricostruzione più ampia del contesto in cui il lavoro di Cittadini ha preso forma, collocandolo all’interno della scena elettronica e mediale tra anni Novanta e Duemila, con particolare attenzione all’ambiente fiorentino e alle pratiche legate al do it yourself. Le opere storiche vengono così presentate non come episodi isolati ma come parte di un ecosistema culturale fatto di sperimentazione, collettivi, circuiti indipendenti e pratiche ibride tra arte, musica e tecnologia. In questo senso, la riattivazione delle opere interroga la memoria tecnologica e le sue forme di trasmissione.
Il progetto si estende inoltre nella realizzazione di una pubblicazione multimediale che raccoglierà i contributi dei panel, interviste, materiali d’archivio e documentazioni delle opere e delle pratiche attivate durante le giornate. Pensata come piattaforma espansa, la pubblicazione intende restituire la complessità del lavoro di Cittadini e del contesto in cui si è sviluppato, proseguendo nel tempo il processo di ricerca avviato dall’evento.
Nel loro insieme, questi tre livelli — giornate di studio, esposizione e pubblicazione — costruiscono un dispositivo unitario che non si limita a restituire una memoria, ma la riattiva, mettendola in relazione con il presente. L’opera di Cittadini emerge così come un nodo fondamentale per rileggere le trasformazioni dell’arte interattiva in Italia e per interrogare, oggi, il rapporto tra tecnologia, partecipazione e immaginazione.
Con Massimo Contrasto, l’Accademia di Belle Arti di Carrara apre uno spazio di lavoro che intreccia ricerca, didattica e produzione, riaffermando una visione dell’arte come pratica viva, collettiva e in continua trasformazione.
