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LAST GESTURE
SHORT DOCUMENTARY FESTIVAL/CONTEST
CANDIDATURE APERTE FINO AL 3 MAGGIO
PREMESSA
Con l’introduzione del ready-made, all’inizio del Novecento, l’arte compie una delle sue fratture più radicali: il valore dell’opera si sposta dal gesto alla decisione, dalla mano al pensiero. Marcel Duchamp dimostra che l’atto artistico può consistere non nel fare, ma nel scegliere, nel dichiarare, nel pensare. Questo passaggio segna l’inizio di una lunga traiettoria storica: la progressiva separazione tra creazione e manualità, tra idea ed esecuzione. Da allora, l’arte occidentale ha esplorato tutte le possibilità di questa frattura, fino all’uso di algoritmi, robot e intelligenze artificiali come strumenti creativi. Parallelamente, anche l’artigianato, custode millenario del sapere incarnato, ha subito una trasformazione analoga: la meccanizzazione prima, l’automazione poi, hanno progressivamente trasferito il sapere dal corpo umano alle macchine. Arte e artigianato, apparentemente mondi separati, si rivelano così due sintomi dello stesso cambiamento antropologico. L’evento nasce da una constatazione: oggi non è più solo il gesto a essere delegato alle macchine, ma il pensiero stesso. L’intelligenza artificiale non si limita a eseguire: analizza, combina, genera, propone soluzioni creative. Interviene nello spazio che, dopo Duchamp, sembrava essere rimasto l’ultimo presidio umano: la decisione, l’intenzionalità, l’immaginazione. Per millenni, arte e artigianato non sono stati soltanto sistemi produttivi, ma pratiche formative dell’essere. Nel confronto con la materia, con il limite, con l’errore, l’uomo ha costruito non solo oggetti, ma coscienza, sensibilità, interiorità. Nel fare, l’uomo non produceva semplicemente un risultato: produceva se stesso.
LA PERDITA DELLA CONOSCENZA INCARNATA
Delegare integralmente il gesto e il pensiero significa rischiare la perdita di ciò che potremmo chiamare conoscenza incarnata: un sapere che nasce dall’esperienza diretta, dal tempo, dalla resistenza della materia, dalla relazione tra corpo e mondo. Questa perdita non riguarda solo la tecnica. Riguarda l’emancipazione, la capacità critica, la formazione del giudizio, la profondità dell’esperienza. Il pericolo non è la scomparsa dell’artista o dell’artigiano, ma la loro trasformazione in operatori di sistemi che non comprendono più fino in fondo, che non attraversano più il processo, che non abitano più il tempo del creare. Non siamo di fronte a una “perdita dell’aura” nel senso benjaminiano, ma a qualcosa di più profondo: una possibile perdita dell’aura del fare umano, del pensare umano come esperienza trasformativa.
DUE POSIZIONI, UNA DOMANDA APERTA
Il festival mette in dialogo pratiche e visioni differenti: chi considera l’IA una naturale evoluzione degli strumenti creativi, capace di amplificare le possibilità dell’immaginazione e chi difende la manualità, il gesto, il pensiero autonomo come luoghi insostituibili di conoscenza, resistenza e spiritualità. È una riflessione fondamentale perché è in quel conflitto che si gioca il futuro dell’uomo. La perdita del fare e del pensare non è solo perdita di competenze. È perdita di esperienza, di interiorità, di trasformazione. Il rischio maggiore non è il dominio delle macchine, ma l’atrofia dello spirito creativo umano. L’uomo non è ciò che produce. È ciò che diventa mentre crea. Il futuro dell’arte, dell’artigianato e della nostra umanità dipende dalla capacità di non rinunciare al confronto diretto con la materia, con il gesto, con il pensiero vivo, anche nell’era dell’intelligenza artificiale.
ART. 1 – FINALITÀ
L’evento ha le seguenti finalità:
• promuovere la produzione e diffusione di opere documentarie contemporanee;
• stimolare una riflessione critica sul rapporto tra gesto umano, pensiero creativo e intelligenza artificiale;
• favorire il dialogo tra arte, artigianato, cinema e nuove tecnologie;
• valorizzare il documentario come linguaggio di ricerca artistica e culturale;
Il concorso non assume una posizione celebrativa, né oppositiva nei confronti della tecnologia, ma promuove uno sguardo consapevole, complesso e critico.
ART. 2 – DESTINATARI
Il concorso è aperto a studenti e studentesse delle Accademie di Belle Arti, delle Università pubbliche e private e delle scuole affini, sia italiane sia straniere. Ogni autore o gruppo di lavoro, può presentare un solo lavoro.
La partecipazione è gratuita.
ART. 3 – OPERE AMMESSE
Sono ammesse esclusivamente opere audiovisive di genere documentario, nello specifico:
• documentari;
• micro-documentari.
Linguaggi ammessi: osservativo, autoriale, sperimentale.
Non sono ammesse opere di fiction pura o lavori privi di chiara intenzione documentaria.
ART. 4 – TEMA DEL CONCORSO
Le opere dovranno affrontare, direttamente o simbolicamente, uno o più dei seguenti temi:
• il rapporto tra gesto umano e tecnologia nell’arte e/o nell’artigianato
• la delega del fare e del pensiero creativo nell’arte e/o nell’artigianato
• l’intelligenza artificiale nei processi artistici e/o artigianali
• le implicazioni etiche, culturali e spirituali dell’automazione
• la perdita o la trasformazione del gesto
• il destino della conoscenza incarnata
• il ruolo dell’IA nei processi artistici e/o artigianali
ART. 5 – DURATA DELLE OPERE
Micro-documentari e Documentari: durata minima 10 minuti - durata massima 30 minuti.
ART. 6 – MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
I video di partecipazione dovranno essere inviati entro e non oltre le ore 23.59 del 03 maggio 2026 tramite la piattaforma WeTransfer, o servizi analoghi per il trasferimento di file di grandi dimensioni, all’attenzione del Prof. Flavio Lazzeri, curatore del progetto, all’indirizzo e-mail:
lazzeri@accademiacarrara.it
Nel messaggio di accompagnamento, ogni autore dovrà indicare, oltre al proprio nome e a quello degli altri eventuali coautori, e ai propri contatti:
• una sinossi;
• una nota di intenti con particolare riferimento al processo creativo.
ART. 7 – REQUISITI TECNICI
• Formato file: .mp4 con codec H.264.
• Risoluzione minima: Full HD (1920x1080);
• Lingua: libera; sottotitoli obbligatori in italiano se l’opera è in lingua diversa.
ART. 8 – GIURIA
Le opere saranno valutate da una Giuria di esperti, nominata dalla Direzione dell’Accademia, composta da:
• professionisti del cinema documentario
• studiosi, docenti e operatori del settore artistico e culturale
La giuria opererà secondo criteri di qualità artistica, coerenza tematica e valore formale.
ART. 9 – CRITERI DI VALUTAZIONE
Le opere saranno valutate sulla base di:
• qualità e profondità della riflessione sul tema
• forza dello sguardo documentario
• coerenza tra contenuto e forma audiovisiva
• consapevolezza del processo creativo
• rilevanza etica e culturale
In generale la capacità del documentario di interrogare in modo profondo e non superficiale il tema attraverso uno sguardo che ne riveli l’autenticità. Non conta solo cosa si racconta, ma come.
ART. 10 – SELEZIONE E PREMIAZIONE
La Giuria, selezionerà sei opere e individuerà tre opere finaliste.
Gli autori delle opere finaliste saranno invitati a partecipare all’evento conclusivo, che si svolgerà a Carrara sabato 23 maggio 2026 a partire dalle ore 21 durante il quale le opere saranno proiettate al pubblico.
Al termine delle proiezioni, la Giuria proclamerà la classifica finale, indicando le opere classificate dal primo al terzo posto.
Durante l’evento finale saranno assegnati i seguenti premi:
• 1° classificato – “L’Ultimo Gesto”: € 3.000,00 + targa
• 2° classificato: €2.500,00
• 3° classificato: €1.500,00
• Premio del pubblico: €500,00
• Premio della Giuria tecnica: targa
• Eventuali premi speciali messi a disposizione da partner
ART. 11 – EVENTO FINALE
L’evento conclusivo prevede:
• proiezione pubblica delle opere
• introduzione critica
• cerimonia di premiazione
L’evento è concepito come momento di confronto culturale e restituzione pubblica del lavoro degli autori, atto collettivo di visione e riflessione.
Le opere saranno proiettate durante un evento pubblico presso il Nuovo Cinema Garibaldi sito in Carrara.
ART. 12 – SEGRETERIA TECNICA
La gestione di coordinamento e organizzazione del Festival fa capo all’Accademia di Belle Arti di Carrara capofila del progetto del PNRR City Open Musem.
eventipnrr@accademicarrara.it
ART. 13 – PROMOZIONE E DIRITTI
L’iscrizione al concorso comporta la cessione gratuita (non esclusiva) all’Accademia di Belle Arti di Carrara (nell’ambito del progetto City Open Museum), dei diritti di utilizzazione dell’opera per scopi culturali e di promozione, previa autorizzazione dell’autore.
Le opere potranno essere utilizzate dall’Accademia anche in altri ambiti (biblioteche, centri culturali, streaming, festival culturali) senza scopo di lucro.
ART. 14 – DIRITTO D’AUTORE
L’Accademia di Belle Arti di Carrara declina ogni responsabilità per opere contenenti materiale protetto da copyright per il quale non sia stata regolarizzata la posizione SIAE o altra normativa vigente.
ART. 15 – PRIVACY
I dati personali raccolti saranno trattati nel rispetto del D.Lgs.196/2003 e successive modifiche, utilizzati esclusivamente per la gestione del concorso.
ART. 16 – NORME GENERALI
L’Accademia di Belle Arti di Carrara ha diritto di decisione finale su eventuali casi controversi e su quanto non espressamente previsto nel regolamento.
Si riserva inoltre di apportare modifiche al presente regolamento per esigenze organizzative o variazioni di programma.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente regolamento.
INFO & CONTATTI - CONTACTS
Segreteria dell’Accademia di Belle Arti di Carrara Via Roma 1, Carrara
segreteriapnrr@
eventipnrr@accademicarrara.it