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Flavio Costantini
Anarchici
Da un’idea di Marco Baudinelli
a cura di Angelo Capasso e Anna Costantini
in collaborazione con Archivio Flavio Costantini e Fabiola Manfredi
Carrara, dal 13 Dicembre 2025 al 1 Febbraio 2026.
FLAVIO COSTANTINI
ANARCHICI
Da Sabato 13 Dicembre 2025 a Domenica 11 Gennaio 2026
Inaugurazione Sabato 13 Dicembre ore 18:00
Carrara, Piazza Alberica
Palazzo del Medico
Dal martedì alla domenica dalle 15:00 alle 19:00
Chiuso il lunedì.
Chiuso nei giorni 25, 26, 31 dicembre, 1 e 6 gennaio
Ingresso gratuito
A Carrara la prima mostra dedicata a Flavio Costantini: Anarchici dal 13 dicembre a Palazzo Del Medico in piazza Alberica.
Sabato 13 dicembre, negli spazi del piano nobile di Palazzo Del Medico di piazza Alberica a quasi cent’anni dalla sua nascita si apre la prima esposizione in città del pittore e illustratore Flavio Costantini (Roma 1926 – Genova 2013).
Curata da Angelo Capasso e Anna Costantini, la mostra è stata realizzata su volontà del Direttore dell'Accademia Marco Baudinelli che ne ha curato l'allestimento insieme a Fabiola Manfredi. Incentrata su un nucleo di 25 opere - per la prima volta esposte insieme - del ciclo che l’artista ha dedicato, tra l’inizio degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, ai protagonisti del movimento anarchico di fine Ottocento-inizio Novecento.
Le opere in mostra sono tempere su carta e sono il risultato di un’approfondita ricerca storica, basata sulle fonti dirette dell’epoca e su un capillare lavoro di ricostruzione visiva e ambientale.
L’allestimento della mostra non si limita a presentare le opere selezionate, ma si propone di mettere in evidenza oltre alle didascalie narranti, scritte dallo stesso Costantini, il vero e proprio metodo scelto da Costantini per restituire, quasi ossessivamente, i dettagli di eventi raccontati attraverso le testimonianze dei protagonisti e un poderoso apparato documentale, un progetto da sempre coltivato dall’artista stesso: «Fin da quando ho iniziato questo tipo di lavoro, ho desiderato, in una mostra o in un libro, mostrare il binomio “pittura e documentazione”, perché prima di arrivare all’astrazione grafica, parto da una meticolosa ricostruzione storica e iconografica. Forse perché sono uno scrittore mancato», scrive in una lettera allo storico francese Bernand Thomas nel 1972. Sulle pareti scorrono così parole e immagini di un racconto che include tra l’altro l’uccisione di Umberto I per mano di Gaetano Bresci nel 1900; l’attentato dell’anarchico carrarese Gino Lucetti a Mussolini del 1926; gli acrobatici furti del ladro gentiluomo Alexandre Jacob, poi fonte di ispirazione per il personaggio letterario di Arsenio Lupin; le drammatiche imprese solitarie di Ravachol e la tragica vicenda della Banda Bonnot; la fucilazione del pedagogista Francisco Ferrer, soggetto dal quale proprio a Carrara è stato realizzato il bassorilievo tuttora installato presso la Universitat Autonòma de Barcelona.
Per meglio comprendere la logica dell’immaginario ricostruito da Costantini nelle sue opere, sono proposti in mostra parte dei materiali di lavoro dell’artista: le riviste dell’epoca, la pubblicistica militante, i testi storici, le fotografie dei sopralluoghi effettuati, i risultati delle ricerche d’archivio compiute in prima persona, gli appunti e gli schizzi preparatori, un patrimonio che non è possibile distinguere dalle opere stesse e che oggi è conservato dall’Archivio Flavio Costantini, ormai da sei anni con sede a Carrara. Completa la mostra un percorso che racconta la parallela attività professionale, negli stessi anni, di Costantini come illustratore: dalle tavole per i settimanali L’Europeo, l’Espresso e Panorama alle copertine della pubblicistica militante, dalla collaborazione per Olivetti, alle illustrazioni per La linea d’ombra di Joseph Conrad e Memorie del sottosuolo di Fëdor Dostoevskij, due degli autori, oltre a Franz Kafka, più amati dall’artista che di sé diceva: «ho sempre coltivato la mia formazione storica e letteraria piuttosto che quella figurativa. Solo per caso mi sono scoperto più abile come pittore che come scrittore», scrive allo storico, scrittore e sceneggiatore francese Jacques Baynac nel 1975.
La mostra realizzata grazie al progetto del PNRR COM di cui l’Accademia di Belle Arti è capofila. C.O.M.: com.unità dell’arte diffusa. L’acronimo C.O.M. (City Open Museum) con cui si sintetizza il progetto di arte diffusa (transmediale, multimodale, interattiva) generato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara conferma la vocazione dell’arte e del nostro patrimonio a trasformarsi in un spazio diffuso, ma secondo condizioni diverse: C.O.M. è il museo a cielo aperto, un luogo mentale che varca i confini della tradizionale distribuzione topografica e geografica dell’arte tra le città, le piazze, i parchi.
Angelo Capasso, critico d’arte e saggista, è docente di Storia e Metodologia della critica artistica presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara.
Anna Costantini è presidente dell’Archivio Flavio Costantini e insegna Storia dell’arte. È stata ricercatrice indipendente e ha collaborato come consulente scientifica alla realizzazione di mostre e cataloghi di arte contemporanea in Europa e negli Stati Uniti.
Si ringraziano per il supporto: Vittorio Carassali, Gianluca Iardella, Piero Marchetti e Piero Zucchinetti.