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Santini, Coppola, Fleckhaus.
Il Corso di Design all’Accademia di Belle Arti di Carrara, 1975 | 76
Cover-Ed.it
a cura di Federico Luci, Marco Baudinelli, Nicola Lattanzi
Carrara, dal 24 Aprile al 17 Maggio 2026.
SANTINI, COPPOLA, FLECKHAUS.
IL CORSO DI DESIGN ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI CARRARA, 1975 | 76
COVER-ED.IT
a cura di Federico Luci, Marco Baudinelli, Nicola Lattanzi
in collaborazione con Fondazione Ragghianti Lucca
24 Aprile - 17 Maggio 2026
Palazzo del Medico
Piazza Alberica, Carrara.
Inaugurazione venerdì 24 Aprile 2026 ore 18.00.
Orari: dal Martedì alla Domenica 15.00-19.00
C.O.M. – COM.Unità dell’Arte diffusa (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum) è un progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, capofila di un’iniziativa finanziata nell’ambito del PNRR che coinvolge una rete di 18 istituzioni tra accademie, università e conservatori. L’obiettivo è costruire una piattaforma dinamica di relazione tra artisti, studiosi e realtà culturali, capace di attivare nuove forme di collaborazione e produzione.
Pensato come un museo a cielo aperto e come un luogo mentale, C.O.M. supera i confini tradizionali dell’arte, estendendosi tra città, spazi pubblici e contesti culturali differenti. Attraverso un sistema a cerchi concentrici, i progetti si connettono tra loro generando nuove comunità e configurandosi come una costellazione temporanea di esperienze, in cui ogni territorio mantiene la propria identità.
COM si configura così come uno spazio condiviso e in continua evoluzione, capace di reinterpretare la vocazione dell’arte a esistere oltre limiti definiti, all’interno di una dimensione aperta, collettiva e multidisciplinare, in cui si intrecciano arti, tecnologie e ricerca contemporanea, contribuendo al rafforzamento e all’ampliamento dell’offerta formativa del sistema AFAM.
In questo contesto, la mostra Pier Carlo Santini, Silvio Coppola, Willy Fleckhaus. Il corso di Design all’Accademia di Belle Arti di Carrara, 1975 | 76 propone una ricognizione sull’esperienza del corso di Design ideato da Pier Carlo Santini e tenuto da Silvio Coppola presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1976, nonché sull’influenza che tale esperienza ha esercitato sulla grafica editoriale italiana. L’iniziativa mira a restituire una sintesi di questa storia poco conosciuta, rendendo al contempo omaggio a tre figure fondamentali e riconoscendo il ruolo decisivo che hanno avuto nella formazione degli ex studenti.
Alcuni di questi, nella loro successiva attività professionale, hanno saputo lasciare un segno profondo nell’identità grafica delle principali case editrici italiane, tra cui Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Garzanti, De Agostini, Chiarelettere, Solferino etc.
L’esperienza del corso si distinse per un’impostazione lungimirante, capace di integrare progetto, editoria e cultura visiva in un unico percorso formativo. Da questo contesto è difatti emersa una generazione di graphic designers che, anche attraverso la frequentazione diretta di quel corso, ha successivamente operato con rilievo nell’editoria italiana e internazionale.
Il progetto espositivo ricostruisce questa esperienza attraverso materiali originali, documenti e testimonianze, mettendone in luce con chiarezza l’impianto metodologico e gli sviluppi professionali. In questo contesto, il contributo della Fondazione Ragghianti e del suo Direttore Paolo Bolpagni si è rivelato fondamentale, in particolare per l’accesso all’archivio di Silvio Coppola, conservato all’interno della stessa Fondazione, offrendo così un supporto decisivo alla realizzazione dell’iniziativa.
Graphic Designers:
Federico Luci – Mondadori, Boringhieri, Garzanti etc
Marco Baudinelli – Arcaedizioni, Mondadori, Polillo Editore, Club degli Editori
Giacomo Callo – Arcaedizioni, Mondadori, Chiarelettere, GEMS etc
Riccardo Danesi – Mondadori, De Agostini
Nicola Lattanzi – Mondadori, De Agostini
Francesca Leoneschi – Mondadori, Rizzoli, Solferino etc.
Andrea Geremia – Mondadori
Cristiano Guerri – Mondadori, Feltrinelli etc.
Roberta Piccardo – Mondadori
L’iniziativa si propone come una rilettura di un momento cruciale della cultura del progetto, sviluppata all’interno di un sistema aperto come C.O.M. – COM.Unità dell’Arte diffusa - City Open Museum, in cui la dimensione storica dialoga attivamente con le pratiche e le prospettive del presente.
