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Ambush!

a cura di Paolo Chiasera

Carrara, dal 27 al 29 Maggio 2026


Ambush!

Carrara, dal 27 al 29 Maggio 2026

Accademia di Belle Arti - Aula Magna


Prosegue il percorso del progetto City Open Museum, il progetto dedicato alla relazione tra arte, spazio urbano, partecipazione e pratiche contemporanee, con un appuntamento internazionale che vedrà protagonista W. J. T. Mitchell, tra i più autorevoli studiosi mondiali di cultura visuale, iconologia e teoria delle immagini.

Il progetto, curato da Paolo Chiasera, artista e docente della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, si inserisce all’interno della visione di City Open Museum come piattaforma interdisciplinare dedicata alla sperimentazione tra arti visive, pratiche performative, formazione e spazio pubblico.

Dal 27 al 29 maggio 2026 si svolgerà un programma articolato tra lectio magistralis, laboratori performativi e momenti di confronto, coinvolgendo studenti, studiosi e operatori culturali all’interno della visione interdisciplinare che caratterizza City Open Museum: un museo diffuso e partecipato capace di mettere in dialogo arti visive, corpo, paesaggio urbano e comunità.

Professore emerito presso l’Università di Chicago, Mitchell è stato per oltre quarant’anni editor della rivista Critical Inquiry ed è autore di testi fondamentali come IconologyPicture Theory e What Do Pictures Want?, opera premiata dalla Modern Language Association con il James Russell Lowell Prize. La sua ricerca ha ridefinito il modo di intendere le immagini, considerate non semplici rappresentazioni ma vere e proprie forme viventi, capaci di agire nella cultura e nella società contemporanea.

Il programma prevede due Lectio Magistralis:

Warburg: Atlas Fever. Method, Madness, Montage
dedicata alla figura di Aby Warburg e al suo rivoluzionario metodo di ricerca sulle immagini;

The Academy in a State of Siege: Pictures of an Institution
una riflessione critica sul ruolo delle istituzioni culturali e accademiche nel presente.

Accanto alle lezioni di Mitchell, gli studenti prenderanno parte al laboratorio “Pathosformeln. Immagini incarnate”, condotto da Francesco Gori insieme al compositore e polistrumentista Francesco Gherardi, fondatori di Genius Loci Performance.

Il laboratorio nasce dall’incontro tra arti performative, estetica e antropologia del gesto e invita i partecipanti a sperimentare nel proprio corpo le Pathosformeln teorizzate da Aby Warburg: formule emotive e archetipiche che attraversano la memoria culturale dell’umanità. Attraverso training fisico, movimento espressivo, danza butoh, teatro fisico, body music e musica dal vivo, il corpo diventa luogo originario dell’immagine e del mito.

Da anni Genius Loci Performance opera in spazi pubblici, musei, paesaggi storici e aree urbane marginali, sviluppando pratiche immersive e partecipative capaci di restituire valore simbolico e relazionale ai luoghi attraverso il linguaggio della performance.

LABORATORIO GENIUS LOCI

Pathosformeln. Immagini Incarnate

Fin dall’alba dei tempi gli uomini si raccontano storie. 30.000 anni fa uomini e donne di cui non conosciamo il linguaggio danzavano i loro miti di fronte alle pitture rupestri di Chauvet, Lascaux e Altamira. Il mito non è un ornamento dell’esistenza umana, ma una necessità biologica, indispensabile agli uomini per trovare un ordine nel caos e orientarsi nel mondo. Non esiste cultura che non abbia elaborato i propri simboli attraverso immagini, musica, danza e rituali. La civiltà occidentale ha progressivamente identificato il mito con la parola e infine con la scrittura, dimenticando che la sua sede originaria è il che sente, vive, ride. L’immagine nasce come espressione nel corpo dei moti interiori, per poi farsi gesto, parola, numero, melodia, rappresentazione visiva.

Gli studenti saranno condotti attraverso una serie di esercizi di training fisico accompagnati dalla musica dal vivo a vivere nel proprio corpo quel repertorio di “formule di pathos” che costituisce la memoria biologica della nostra specie. Per il loro ideatore, Aby Warburg, esse sono capaci di veicolare “l’intera gamma di esperienze dell’emotività umana, in una scala che va dall’abbattimento inerme fino all'ebbrezza estatica, comprendendo tutte le gradazioni di questi due estremi”, e che nell’arte figurativa trovano espressione nei “corpi che camminano, corrono, danzano, afferrano, portano, trasportano”.

L’iniziativa si inserisce pienamente nella missione di City Open Museum: trasformare il patrimonio materiale e immateriale in esperienza condivisa, promuovendo una cultura aperta, interdisciplinare e profondamente connessa al territorio e alla dimensione pubblica dell’arte.

PROGRAMMA

27 maggio 2026 - Aula Magna

ore 16.00 Lectio Magistralis di W.J.T. Mitchell. Warburg: Atlas Fever. Method, Madness, Montage

28 maggio 2026 - Aula Magna

ore 10.00 - 12.00 workshop Pathosformeln, Immagini incarnate con Francesco Gori e Francesco Gherardi in collaborazione con Genius Loci Performance

ore 16.00 Lectio Magistralis di W.J.T. Mitchell. The Academy in a State of Siege: Pictures of an Institution

29 maggio 2026 - Aula Magna

ore 10.00 - 12.00 workshop Pathosformeln, Immagini incarnate con Francesco Gori e Francesco Gherardi in collaborazione con Genius Loci Performance

W.J.T.MITCHELL:  Accademico statunitense. Mitchell è il Gaylord Donnelley Distinguished Service Professor di inglese e storia dell'arte presso l'Università di Chicago. La sua ricerca si concentra sulla teoria dei media, l'iconologia e le relazioni tra diverse forme d'arte, come la rappresentazione verbale dell'arte visiva. È stato redattore di Critical Inquiry per 42 anni, dal 1978 al 2020, e collabora anche con la rivista October. Le monografie di Mitchell, Iconology (1986) e Picture Theory (1994), si concentrano sulla teoria dei media e sulla cultura visiva. Si ispira alle idee di Sigmund Freud e Karl Marx per dimostrare che, essenzialmente, dobbiamo considerare le immagini come entità viventi. La sua raccolta di saggi What Do Pictures Want? (2005) ha vinto il prestigioso premio James Russell Lowell della Modern Language Association nel 2005. In una recente intervista podcast, Mitchell fa risalire il suo interesse per la cultura visiva al suo lavoro iniziale su William Blake e al suo allora fiorente interesse nello sviluppo di una scienza delle immagini. Nella stessa intervista, discute i suoi continui sforzi per ripensare la cultura visiva come una forma di vita e alla luce dei media digitali. Nel 2014, Mitchell è stato eletto all'American Philosophical Society, È stato eletto all'American Academy of Arts and Sciences nel 2017.

FRANCESCO GORI: Docente di Estetica e coordinatore del dipartimento di Art History and Visual Culture dell’Istituto Lorenzo de Medici di Firenze. Regista e fondatore della compagnia Genius Loci Performance specializzata in performance in luoghi di rilevanza storica e paesaggistica - musei, gallerie d’arte, ville, piazze, parchi fino a intere città - sia in Italia che all’estero. Collabora con istituzioni come i Musei Civici e Nazionali, il Teatro della Pergola e l’Accademia della Crusca.

Ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi Culturali e ha studiato presso l’Università di Chicago con W.J.T. Mitchell, di cui è traduttore italiano. Studente e collaboratore del maestro di danza butoh Atsushi Takenouchi, insegna inoltre movimento espressivo nel programma SAT sviluppato da Claudio Naranjo. Tiene corsi di Estetica e di Teatro Partecipativo presso istituzioni accademiche americane a Firenze.

FRANCESCO GHERARDI: Compositore e polistrumentista, co-fondatore di Genius Loci Performance. Diplomato in Tradizioni Musicali Extraeuropee, si è specializzato in tabla (percussioni classiche indiane) con i maestri Nihar Metha e Pandit Puran Maharaj, in India. Con le sue musiche accompagna da anni spettacoli di danza indiana Kathak, balletti dell’Africa dell'Ovest, danza giapponese (Butho e Taiko)  e contemporanea. Per le sue composizioni e nella sua didattica si avvale anche della manipolazione di oggetti e della body percussion come elemento espressivo. Co-fondatore di Genius Loci Performance.

GENIUS LOCI PERFORMANCE: è una compagnia con anni di esperienza nella produzione di performance immersive, partecipative e multidisciplinari, incentrate sulla relazione tra il corpo, lo spazio urbano, la musica dal vivo e il rito. Nel corso degli anni, le loro attività si sono svolte in spazi pubblici e non convenzionali, spesso restituendo alla comunità aree abbandonate o marginali attraverso il linguaggio della performance. Il gruppo è composto da performer, musicisti e professionisti della cultura con competenze nel teatro fisico, nella danza contemporanea, nelle pratiche somatiche e nella composizione musicale, con una forte inclinazione verso il lavoro interdisciplinare e la progettazione culturale partecipata.


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PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) – MISSIONE 4 COMPONENTE 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università” – Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU – PROGETTO C.O.M. – CITY OPEN MUSEUM – CODICE DENTIFICATIVO INTAFAM 00051 – CODICE CUP F83C23005990006
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